StoriaHotel in palazzo storico fiorentinoL'edificio, oggi tutelato dalle Belle Arti, risale al XIII secolo. Durante il rinascimento, fu adibito a convento e conserva ancora intatte le testimonianze delle sue origini come i soffitti a travi, che caratterizzano la maggior parte delle camere, le perfette volte a sesto acuto e le colonne in stile romanico nelle sale adibite a spazi comuni. Una struttura accogliente dove ogni camera unica, diversa dalle altre è capace di offrire, all'ospite attento, uno spaccato di storia fiorentina come una finestra aperta sul passato. Al pian terrreno, un monumentale vaso in ceramica sorprende i visitatori: quattro metri di altezza, uno e mezzo di diametro, per un peso di circa centocinquanta chili. L'opera fu realizzata nel 1898 dalla Premiata Fabbrica di Ceramiche Artistiche Salvini & C di Firenze, in commemorazione dei cinquant'anni dello statuto albertino. Un'impresa, quasi una sfida allo stato dell'arte dell'epoca. Dopo la chiusura della manifattura, il vaso fu acquistato dai proprietari dell'Hotel Nuovo Atlantico - oggi Machiavelli Palace - ma, durante il trasporto, fu danneggiato in modo irreparabile. Fu così abbandonato in una corte, esposto all'inclemenza degli agenti atmosferici e poi dimenticato. Nel 1985, finalmente, fu affidato allo Studio S. Spirito di Firenze, per un complesso restauro durato oltre due mesi. "E' un'opera unica, e per molti versi irripetibile - ci dice Laura Grossi, che gestisce lo Studio insieme alla figlia Francesca - alla fine dell'800 si faceva molta sperimentazione: Salvini ha usato un materiale povero, la terraglia invetriata, neppure tanto robusta, un'impresa coraggiosa. Il vaso vuoto è carenato come un'imbarcazione; la struttura assemblata in sei pezzi date le ridotte dimensioni dei forni di cottura del tempo. Il restauro è stato molto impegnativo - ci confessa Francesca - oltre a ricostruire in modo filologico una serie di pezzi mancanti, rispettando il livello di accuratezza scultorea dell'opera, abbiamo dovuto garantire la stabilità di questa enorme struttura. Adesso, comodamente seduti sui divani dell'Hotel, i clienti ammirano il grande vaso e vogliono conoscerne la storia. Una storia che racconta la devozione, la generosità, l'ingegno e quel pizzico di caparbietà che noi toscani ci tramandiamo ormai da molte generazioni." |
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