Storia
Via de’ Banchi è stata creata nel 1324, per migliorare il collegamento tra il quartiere di San Giovanni – che comprende il Duomo - e quello di Santa Maria Novella.
La via prende il nome dai “banchi” commerciali e finanziari che ospitava.
Nel 1599, Bernardo Buontalenti vi costruì un palazzo per la famiglia Doni - che ne rimase proprietaria fino alla metà del Seicento. Dopo alterne vicende, il palazzo passò, nel 1667, al cavaliere Cosimo Venturi.
Un palazzo di grande prestigio, tanto che, durante l’occupazione francese dei primi ‘800, il senatore Ippolito Venturi, vi ospitò più volte Giuseppe ed Elisa Bonaparte. L’edificio passò alla figlia del senatore, Marianna Garzoni Venturi, e fu poi venduto al principe Don Ercole dei Pio di Savoia - nel 1850.Molti i lavori interni effettuati dal principe che portò nel palazzo anche varie opere d’arte, fra le quali un prezioso affresco di Domenico Veneziano - staccato da un vicino tabernacolo in via de’ Cerretani purtroppo non rinvenuto in tempi contemporanei.
L’imponente Palazzo si presenta con una facciata manierista: due grandi portali al pian terreno e due file di finestre ai piani superiori. Particolarmente ricercato il terrazzo sulla sinistra, con una raffinata balaustra in pietra.
Nell’ingresso del palazzo - la hall dell’albergo -. risalta lo stemma dei Venturi, con tre rocchi d’oro in campo azzurro.
Le vetrate dipinte, al primo pian,o sono opere del primo Novecento.
Sempre al primo piano, un’enorme sala affrescata – usata come sala colazione - con grottesche sul soffitto nello stile di Bernardo Poccetti.La camera presidenziale con affreschi ottocenteschi ispirati allo stile neogotico, ha un pregevole caminetto e un lavabo in pietra - entrambi del ‘500.L’Hotel Paris occupa anche il secondo piano del confinante Palazzo Mondragone che, nel 1570, fu venduto dai Ricasoli al nobile napoletano, Flavio di Arazzola - marchese di Mondragone.
Il marchese era molto vicino a Francesco I de’Medici, avendolo istruito da fanciullo su incarico di Cosimo I. Pare anche che sua moglie, Donna Mondragone, avesse favorito gli incontri – proprio in questo palazzo - tra Francesco e la nobile veneziana Bianca Cappello il cui fantasma , secondo una leggenda, sarebbe ancora nell’edificio - dopo la sua morte in circostanze misteriose.
Ferdinando I de’ Medici, per cancellare la memoria di Bianca Capello e dei suoi sostenitori, sostituì lo stemma dei Mondragone con quello dei Ricasoli - all’angolo su Piazza Santa Maria Novella.





